APPUNTAMENTO: Biblioteca Vaccheria Nardi in Via Grotta di Gregna, 37 (ROMA)
ORE: 19:00
IMPORTO: Ingresso libero (E’ COMUNQUE RICHIESTA LA PRENOTAZIONE ONLINE PER MOTIVI ORGANIZZATIVI)
EVENTO A CURA DI: Comune di Roma – Assessorato alla cultura – Biblioteca Vaccheria Nardi – Yes Art Italy

Il 22 dicembre la pianista Natalia Valentini, diplomata in pianoforte solista e laureanda in musica da camera presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, presenta al pubblico un concerto incentrato sulla figura del pianoforte sia nel ruolo solistico sia affiancato da altri strumenti.
In collaborazione con Angelica Simeoni (violoncellista) e Alessandro Pastena (flautista) in veste di “Echos Trio”, in duo con Flavia Costa (violinista) e da solista propone un programma che va dal 1790 fino al 1901.

I brani del recital saranno quattro: partendo dal lontano 1790 con il “Trio n° 31 Hob. XV” in sol maggiore del compositore austriaco F. J. Haydn nel quale il ruolo del pianoforte non è di mero accompagnamento bensì di sostegno al violoncello, impegnato nell’eseguire un basso continuo di notevole portata, e di scambio tematico come se ci fosse un dialogo con il flauto. Composto da tre movimenti (allegro, andante e finale in allegro moderato) è un chiaro esempio di pulizia ed eleganza armoniche tipiche delle tecniche compositive del tardo classicismo viennese, di cui Haydn è tra i maggiori rappresentanti. Seguirà, in ordine, l’esecuzione della suite per pianoforte “Papillons opus 2” di R. Schumann; fu composta nel 1829-31 dal pianista tedesco il quale si ispirò all’ultimo capitolo del romanzo “Flegeljahre” dello scrittore Jean Paul Richter all’interno del quale viene narrato un ballo in maschera a cui partecipano i due protagonisti, Walt e Vult, e ambientato in un luogo magico senza tempo, argomento molto usato nella cultura romantica dell’Ottocento. Schumann non fa altro che musicare in 12 brevi frammenti quel che accade nel libro; il titolo difatti tradotto significa “farfalle” e si sa che il loro volo è breve e leggero, così come i passaggi che formano questo capolavoro della letteratura pianistica. “Papillons” è una suite poiché è un brano eterogeneo dal punto di vista dei ritmi ballabili di cui è composto. Si passerà poi al poema sinfonico “Danse Macabre” di C. Saint-Saëns, compositore francese del tardo romanticismo. Il brano nacque come “chanson” per voce e pianoforte, poi in seguito strumentata per orchestra e violino e nel 1874 infine arrangiata da Saint-Saëns stesso per pianoforte e violino in cui i due strumenti si scambiano di continuo i temi e si intrecciano magistralmente. L’ispirazione principale si basa sul racconto di Henri Cazalis dell’allegoria della Morte che passeggiando in un cimitero dopo i 12 rintocchi delle campane (le prime note suonate dal violino) comincia a suonare un violino leggermente e appositamente scordato con il quale richiama gli spiriti che volteggiano e danzano uscendo dalle tombe in una danza infernale; mentre il vento ulula, il ballo diviene sempre più frenetico fin quando d’improvviso la Morte si interrompe e si ode il canto del gallo il quale terrorizza gli spiriti che in silenzio iniziano a fuggire verso i loro rifugi nascondendosi prima che il sole sfiori le loro ombre. Walt Disney prese spunto per creare nel 1929 il primo cartone animato (La danza degli scheletri) della raccolta delle “Sinfonie Allegre”. Il concerto terminerà con il “Preludio n° 5 opus 23” in sol minore del compositore e pianista russo S. Rachmaninov; il brano, scritto nel 1901 e facente parte della raccolta dei 10 preludi dell’opera 23, richiama una struttura pulita in forma ABA in cui “A” è caratterizzata da un ritmo preciso e pignolo di marcia mentre la parte centrale, “B”, è un recitativo nostalgico eseguito dalla mano destra accompagnata da arpeggi delicati e fluttuanti della sinistra. La bellezza del brano sta nell’opposizione fortissima portata avanti dalle due parti, di cui la prima poi si ripete, ma allo stesso tempo dalla perfetta fusione delle due che si necessitano l’un l’altra. Rachmaninov stesso eseguì per la prima volta la sua composizione a Mosca il 10 febbraio 1903 insieme ai preludi n° 1 e n° 2.

Non mancate venerdì 22 dicembre per ascoltare questi magnifici brani e per scoprire ancora più segreti, curiosità e aneddoti.

MODULO DI PRENOTAZIONE

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