Marzo, 2018

23Mar(Mar 23)19:00(Mar 23)19:00Il Romanticismo da Beethoven a Chopin19:00 - 21:00 Via Grotta di Gregna, 37 Roma

Dettagli Evento

APPUNTAMENTO: Biblioteca Vaccheria Nardi in Via Grotta di Gregna, 37 (ROMA)
IMPORTO: Ingresso libero (E’ COMUNQUE RICHIESTA LA PRENOTAZIONE ONLINE PER MOTIVI ORGANIZZATIVI)

Venerdì 23 marzo la pianista Natalia Valentini, diplomata in pianoforte solista e laureata in musica da camera presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, presenta al pubblico un concerto incentrato sulla figura del pianoforte all’interno del periodo Romantico, e più precisamente del ventennio 1820-1840.

Il programma si articolerà in sette brani, che verranno eseguiti in ordine cronologico. Si comincerà con il compositore tedesco Ludwig van Beethoven (1779-1827) il quale nel 1820 scrisse la sua terzultima sonata, la n° 30 Op. 109 in mi maggiore, per pianoforte; la struttura di questo brano è molto particolare, difatti è una sonata-anti-sonata poichè nonostante venga rispettata la forma di base interna al primo movimento soltanto (esposizione, sviluppo, ripresa, coda), l’impianto compositivo dei tre movimenti vede una totale trasformazione rispetto alle precedenti sonate. Nell’opera 109 difatti si ha un Vivace ma non troppo in mi maggiore (alternato a delle parti in Adagio espressivo) che tipicamente non era proprio di un primo movimento (generalmente si ha un Allegro); per andar poi ancora più controcorrente troviamo un Prestissimo in mi minore, quasi un’astrusità rispetto ai canoni classici che prevedevano un Adagio o un Andante, ma pur sempre un tempo lento e riflessivo come secondo movimento, mentre qui è improvviso e violento come un fulmine a ciel sereno; infine un Andante molto cantabile ed espressivo in mi maggiore all’interno del quale la particolarità è nel fatto di non avere un terzo movimento omogeneo ma suddiviso; difatti è un tema con 6 variazioni e proprio queste singolari caratteristiche rendono questa sonata forse tra le più “d’avanguardia” di sempre, soprattutto se inserita nel contesto di Beethoven che viene considerato tanto classico quanto precursore del romanticismo. Si proseguirà poi con il Notturno n° 1 Op. 72 in mi minore di Fryderyk Chopin (1810-1849), il compositore polacco poi in seguito naturalizzato francese, che compose questo brano in giovane età nel 1827; a noi è pervenuta come opera postuma perché ritrovata nel 1855, sei anni dopo la scomparsa di Chopin. Pur essendo una composizione giovanile, presenta molti aspetti tipici dello stile del polacco; la struttura di base è molto semplice con un solo tema proposto in diversi modi, simili tra loro ma con l’aggiunta di sfumature e differenze di volta in volta. Ascolteremo poi la Romanza senza parole n° 3 Op. 30 in mi maggiore di Felix Mendelssohn (1809-1847), celebre compositore, direttore d’orchestra e pianista tedesco al quale va il merito di aver riportato alla luce la bellezza delle musiche di Johann Sebastian Bach, all’epoca cadute in oblio. Il brano, molto dolce che quasi sembra introduttivo a qualcos’altro, è invece il terzo della seconda serie delle Romanze senza parole, scritto nel 1833; le raccolte di questi brani sono 8 per un totale di 48, composti nell’arco di tutta la carriera di Mendelssohn. Questi componimenti sono chiamati anche Lieder, ovvero canzoni, poichè nonostante la mancanza di parole come descrizione effettiva, suscitano nella mente di chi ascolta storie, situazioni o emozioni che appunto i vocaboli e il linguaggio non possono descrivere in alcun modo, tale è la soggettività dell’uditore. Il quarto compositore è un irlandese e non di poca importanza dal momento che fu lui l’inventore dei “notturni” intesi come brani per pianoforte; si parla di John Field (1782-1837). Nel 1812 dà alla luce il primo Notturno, capostipite di 16 numerati più 7 intitolati singolarmente; il nostro brano è il Notturno n° 13 in re minore del 1834; esso come tutti i brani di questo genere sono di carattere cantabile, con la melodia affidata alla mano destra ispirata al belcanto italiano, di andamento tranquillo. Si ritornerà poi a Mendelssohn con un’altra Romanza, la n° 21 Op. 53 in sol minore scritta nel 1839 e facente parte del quarto volume; essa è quasi tragica inizialmente data l’irruenza del fortissimo nelle prime battute, la quale poi si alterna con secondi temi cantabili e nostalgici e si conclude in modo tanto pacato quanto cupo. Una storia in sole sei pagine che ognuno di voi potrà inventare con quanta più fervida fantasia avrà in quel momento. Un altro passo indietro e ci si ritroverà tête à tête con il formidabile pianista polacco Chopin; in questo caso però il Notturno n° 1 Op. 55 in fa minore è il primo di due dell’opera 55, e fu composto nel 1842 in totale contraddizione stilistica con il successivo; si apre con una delicata melodia dal vago sapore slavo che si ripete malinconico più volte, sempre sostenuta da un regolare andamento di marcia in quattro tempi, ma l’unico elemento di cambiamento nelle ultime due ripetizioni del tema è l’intensificazione espressiva ottenuta sostituendo le figurazioni ritmiche originali; sono proprio delle sonore terzine all’unisono fra le due mani, contrapposte per quattro volte a solenni accordi, ad aprire la breve parte centrale più agitata. Torna infine il primo tema che va evaporando con la destra che arpeggia fino in alto alla tastiera e chiude con tre lunghi e dolci accordi arpeggiati non in fa minore, ma come al solito di Chopin in tonalità maggiore, aperta, solare. L’ultimo brano sarà lo studio n° 1 Op. 1 in do maggiore, di cui qui non leggerete nulla di specifico, di Franz Liszt (1811-1886), il virtuoso pianista tedesco che in vita scosse la tastiera da cima a fondo.

Se siete curiosi di ascoltare questo programma e di saperne ancora di più, noi vi aspettiamo venerdì 23 marzo alla Biblioteca Vaccheria Nardi!

 

Ora

(Venerdi) 19:00 - 21:00

Luogo

Biblioteca Vaccheria Nardi

Via Grotta di Gregna, 37 Roma

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